Come l’età influenza la fertilità maschile?

Sono in crescente aumento gli uomini oltre i 45 anni che desiderano diventare genitori. Senza dubbio con l’età la qualità dello sperma può diminuire, causando un naturale declino della fertilità

Personaggi storici come Chaplin, Picasso e Anthony Quinn sono diventati padri a più di 60 anni. È credenza diffusa che l’età non influisca sulla capacità riproduttiva maschile, o almeno, non nello stesso modo in cui influisce sulla fertilità femminile.

Negli ultimi decenni con i grandi cambiamenti sociali, come il ritardo della maternità o le seconde coppie, sono in crescente aumento gli uomini oltre i 45 anni che desiderano diventare genitori. Senza dubbio con l’età la qualità dello sperma può diminuire, causando un naturale declino della fertilità.

Inoltre, con l’età aumentano le probabilità di problematiche riguardanti il materiale genetico contenuto nello sperma, fattore che può esser causa di malattie nei figli. Studi genetici su una larga scala di popolazione hanno dimostrato che i bambini nati da genitori anziani presentano più anomalie (autismo, la schizofrenia e altri problemi) rispetto a quelli nati da genitori giovani. A questo va aggiunto il calo della qualità del liquido seminale, osservato soprattutto nei paesi industrializzati.

Quali altri fattori influenzano la qualità dello sperma?

I cosiddetti perturbatori endocrini, in particolare gli estrogeni, sono tra i fattori che agiscono sulla capacità riproduttiva maschile. Si tratta di sostanze chimiche sintetizzate dall’uomo negli ultimi decenni e comunemente usate nell’industria, nell’agricoltura e in casa, e che nel corpo umano agiscono come estrogeni. In una donna incinta, l’aumento del livello di estrogeni può arrivare all’embrione influenzando lo sviluppo testicolare, e comportare in futuro problemi di fertilità.

Institut Marquès ha condotto diversi studi in Spagna sulla qualità dello sperma. In queste indagini è emerso che la qualità dello sperma era inferiore nelle città più industrializzate. A Tarragona peggiore che a Barcellona, e Barcellona peggiore di quella di Coruña. In seguito, in un altro studio con campioni provenienti da tutta la Spagna, si notò che la qualità dello sperma di più della metà dei giovani spagnoli era inferiore a quella che l’OMS considerava normale.

Come spiega il Dottor Ferran Garcia – Direttore di Andrologia di Institut Marquès: “Non dobbiamo pensare che la nostra specie sia in pericolo di estinzione a causa del deterioramento della qualità dello sperma. In aggiunta, ora ci sono tecniche di riproduzione assistita, come l’iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi o ICSI, in cui è necessario un unico spermatozoo viabile per fecondare l’ovulo. Biologicamente per esser padre non sono necessari milioni di spermatozoi, almeno con la riproduzione assistita”.

Il Dottor Ferran Garcia ha aggiunto che “ciò vale soprattutto quando si utilizzano ovuli di donne giovani, giacché questi hanno la capacità di riparare alcune delle anomalie dello sperma (alterazioni del DNA). Invece gli ovociti di donne sopra i 38 anni spesso perdono o diminuiscono questa capacità di riparazione“.

Ci sono altri fattori che possono influenzare la fertilità maschile, come alcuni antecedenti medici (alcune malformazioni congenite che colpiscono i genitali, o malattie sessualmente trasmesse, varicocele o cattivo sviluppo della pubertà, tra gli altri).

Anche il calore intenso può influenzare la qualità dello sperma e la sua capacità riproduttiva, sempre e quando sia continuo. Diversi studi hanno dimostrato che alcune professioni che richiedono di lavorare ad alte temperature, possono causare una riduzione degli spermatozoi. Fortunatamente, in caso di esposizione a fonti di calore per un breve lasso di tempo, il corpo ha un meccanismo di autoregolamentazione della temperatura.

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