La Giornata Mondiale della Salute di quest’anno è dedicata alla depressione. L’ansia o lievi sintomi di depressione possono essere relazionati all’infertilità

La Giornata Mondiale della Salute di quest’anno è dedicata alla depressione, una malattia che può essere causata da vari fattori e che, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, colpisce 300 milioni di persone in tutto il mondo.

L’ansia o lievi sintomi di depressione possono essere relazionati all’infertilità. Una diagnosi di questo tipo può essere l’origine di problemi emotivi che compromettono il benessere della coppia, l’umore e l’autostima. In alcuni casi è necessario chiedere aiuto psicologico, per prendere consapevolezza del problema e affrontare positivamente il trattamento di fecondazione assistita.

Come spiega la Dottoressa Marisa López-Teijón nel suo libro ¡Quiero quedarme embarazada ya! (Voglio rimanere incinta, ora!): “in seguito alla diagnosi le donne che hanno problemi di fertilità possono sentirsi sole, tristi e disorientate. È quindi molto importante scegliere un percorso, e affidarsi a un’equipe di esperti. È essenziale richiedere aiuto, non solo a livello medico ma anche emozionale ”.

La direttrice dell’Institut Marquès aggiunge che “è fondamentale coinvolgere il proprio partner, essere positivi, tenersi occupati e ricordare che il 95% delle donne che si sottopongono a un trattamento contro l’infertilità riesce a realizzare il sogno di maternità”. Per far fronte allo stress generato dalla diagnosi d’infertilità e dai trattamenti, per risolvere il problema, il consiglio degli esperti è prendersi cura del rapporto di coppia, condividere i sentimenti e le emozioni (negative e positive) che possono sorgere in qualsiasi momento.

I momenti più difficili 

Una volta iniziato il trattamento di riproduzione assistita, i momenti più stressanti da passare sono durante la fecondazione e lo sviluppo dell’embrione in laboratorio, e dopo l’impianto in attesa del risultato del test di gravidanza.

Presso Institut Marquès abbiamo realizzato studi finalizzati rendere quest’attesa più serena e ridurre l’ansia di tutti i pazienti. Il risultato delle nostre ricerche sono stati due innovativi dispositivi: l’Embriomóvil e Babypod.

L’Embriomóvil è un’applicazione che, attraverso il cellulare, permette ai futuri genitori di “entrare” nel laboratorio di fecondazione in vitro e osservare lo sviluppo degli embrioni in diretta da casa, o in qualsiasi altro luogo, come fossero gli stessi embriologi, dal momento della fecondazione fino al suo trasferimento nel grembo cinque giorni più tardi.

Babypod è un dispositivo in grado di trasmettere le vibrazioni sonore al feto attraverso la vagina della madre. Tramite un’indagine Institut Marquès ha riscontrato che l’uso di questo dispositivo, per la beta-attesa, riduce l’ansia delle pazienti. La maggior parte delle donne ha dichiarato di sentirsi più tranquilla e ottimista, avendo “la sensazione di collaborare al corretto sviluppo della gravidanza”.