La modificazione genetica degli embrioni per la ricerca sulla fertilità (03/02/2016)

Nel corso della storia, la scienza ci ha permesso di curare moltissime malattie. Nel campo della genetica il progresso è stato frenetico. Il prossimo passo è poter correggere una mutazione o alterazione genetica puntuale che potrebbe portare a malattie gravi, così come conoscere meglio le cause dell’infertilità genetica.

Nel corso della storia, la scienza ci ha permesso di curare moltissime malattie. Nel campo della genetica il progresso è stato frenetico. Il prossimo passo è poter correggere una mutazione o alterazione genetica puntuale che potrebbe portare a malattie gravi, così come conoscere meglio le cause dell’infertilità genetica. Ciò è possibile solo con embrioni ai primi stadi di sviluppo. Nel Regno Unito un gruppo di esperti è stato da poco autorizzato a procedere alla manipolazione genetica di embrioni con fini scientifici.

La Dott.ssa Esther Velilla, direttrice del Servizio di Biologia della Riproduzione di Institut Marquès, sottolinea che le premesse dello studio assicurano la buona pratica ed impediscono che si possano originare bambini “su misura”, come pensa gran parte delle persone.

Lo studio viene effettuato prima del 7º giorno di sviluppo in vitro e in nessun caso sarà permesso trasferire tali embrioni a donne che si stanno sottoponendo a trattamenti di fertilità. A partire dal 6º giorno l’embrione deve impiantarsi nell’utero per poter continuare lo sviluppo embrionario, altrimenti inizia il processo di atresia o degenerazione.

Secondo la Dott.ssa Velilla, “questo tipo di ricerche sono necessarie per il progresso delle attuali conoscenze. Semplicemente sono necessari buone normative e controlli da parte degli organi ufficiali”.